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La Cupola



I lavori di edificazione iniziarono il 1668 e dopo sei anni la pianta della Chiesa, originariamente di forma ellittica, aveva subito cambiamenti dovuti all’emergere di Carlo Fontana che aveva affiancato l’anziano Rainaldi.

Le difficoltà nella mediazione della pianta della chiesa e l’inserimento della cupola richiesero l’intervento diretto di Gian Lorenzo Bernini (1674-75) che progettò quest’ultima e che grazie ad espedienti ottici legati ad importanti cambiamenti progettuali (come la sostituzione dell’attico con una balaustra e l’ampliamento del tamburo per dare maggiore risalto visivo al pronao e alla cupola), riuscì ad ottenere una simmetria apparente pur nella diversità delle dimensioni e delle piante.

La cupola realizzata dal Bernini è di forma dodecagonale, costolonata sino alla corona della lanterna. L’interno della chiesa è costituito da un grande vano di forma a pianta ellittica sormontato dalla cupola con sei cappelle radiali; un ampio cornicione, interrotto soltanto dai vani dell’ingresso e del coro, raccorda la cupola con le pareti nelle quali si aprono gli archi delle cappelle; sette finestre situate sull’imposta della cupola regolano l’illuminazione. Infine quattro anditi ai lati dei grandi archi di ingresso e del coro introducono alle rispettive porte di servizio.

Sopra l’arco trionfale sorge un gruppo scultoreo in stucco con due angeli che reggono lo stemma del committente, il cardinale Gastaldi, fu realizzato da Filippo Carcani, autore intorno al 1675, anche delle quattro statue raffiguranti i Santi Angelo e Alberto, Eliseo ed Elia poste nelle nicchie della cupola.

L’intervento consiste nel bonificare la superficie superiore della cupola da piante inferiori, al termine della disinfezione si eseguirà una pulitura dettagliata degli intonaci e degli stucchi per mezzo di aspiratori e spazzole morbide. L’asportazione di depositi incoerenti verrà poi incrementata con l’ausilio di pani in lattice vulcanizzato strofinati sulla superficie per eliminare la concrezioni più tenaci.

Le fessurazioni e le lacune verranno risarcite con malte idrauliche trattate superficialmente.
Successivamente le cromie della volta, del tamburo e del gruppo scultoreo verranno ricostituite e rigenerate con velature a calce pigmentata, che verranno eseguite nuovamente sulle superfici più compromesse anche ad uso consolidante.

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